Blog di Medicina e Chirurgia per condividere informazioni e ragionamenti e giungere ad una sempre migliore qualità di vita.
.........................................................................................................................................................................................(di blog Massimo)

lunedì 23 settembre 2013

Alimentazione corretta. Dieta è uguale salute. (Dottore Virtuale vi consiglia.....)

Perdere peso: il cuore, la pressione arteriosa, il diabete; insomma la nostra salute ci guadagna ed il nostro umore migliora. Staremo inoltre meglio con noi stessi e con gli altri e potremo migliorare la nostra personalità.
Non lasciatevi abbattere!!! Perdere peso e mantenere il peso forma è una guerra che si può vincere.
 Dai Parliamone ancora: perdere peso e mantenere il peso forma
Si Può Fare!!!.

sabato 7 settembre 2013

I fattori di rischio cardiovascolari (tratto da BloGeriatriaCardio)

Molte persone sono generalmente particolarmente preoccupate del proprio cuore; vale sempre ed ancora la pena ricordare anche alle porte quasi dell'anno 2014, l'importanza dei fattori di rischio cardiovascolari e di come ridurre la probabilità di peggiorare le condizioni del nostro cuore, specie quando gli anni si ammucchiano.




questo post è tratto dal blog 


domenica 25 agosto 2013

La stenosi aortica, oggi.

Nell'anziano la stenosi aortica è un problema frequente e si presenta calcifica in moltissimi casi.
La stenosi aortica diagnosticata con ritardo può comportare una insufficienza del ventricolo sinistro - con relativo scompenso cardiaco - quando si è superato il "giusto tempo"  per la sostituzione chirurgica della valvola, che rappresenta l'unica terapia oggi praticabile per recuperare adeguatamente la situazione.

i sintomi di presentazione della stenosi aortica possono andare dalla dispnea da sforzo, all'asma cardiaco notturno, all'edema polmonare, fino all'angina del petto e ad episodi sincopali sporadici. Questi ultimi sono entrambi dovuti al difficoltoso efflusso del sangue proveniente dal ventricolo sinistro all'aorta e quindi alle coronarie ed in fine anche al cervello.

La diagnosi si può fare abbastanza facilmente con................. Continua al link oppure clicca sulla foto


venerdì 2 agosto 2013

Ipertensione arteriosa; cosa c'è di nuovo.

Tutti già sappiamo quanto siano importanti oggi un corretto stile di vita, la giusta alimentazione e correggere i fattori rischio.
le nuove linee guida Europee  raccomandano innanzitutto che la cosa principale è di ottenere una riduzione della pressione arteriosa sistolica sotto i 140 mmHg e della pressione diastolica sotto i 90 mmHg in tutti i pazienti ipertesi, anche nei soggetti che possono essere definiti ad alto rischio.
Nei pazienti ad alto rischio infatti, una riduzione più marcata (sotto i 130 mmHg) sembra che possa comportare un aumento di eventi cardiaci.
Per quanto riguarda la terapia poi resta naturalmente sempre il consiglio principale di questo blog che è quello di recarsi dal proprio Medico di Medicina Generale e/o dallo Specialista di fiducia per una visita completa e per concordare e programmare eventuali approfondimenti diagnostici oltre che le adeguate correzioni dello stile di vita (eliminare il fumo di sigaretta e prarticare esercizio fisico quotidiano, ad esempio). Per il resto in  buona sostanza anche in queste linee guida viene promosso un trattamento farmacologico su misura senza indicare una gerarchia d’uso per classi farmacologiche. Naturalmente ogni farmaco ha le sue peculiarità e meglio si adatta ad alcune situazioni piuttosto che altre......


Link per leggere le nuove linee guida

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Se in questi giorni d'estate siete in vacanza o sognate di esserci ed invece in questo momento ve ne state davanti al computer con la mente libera alla ricerca di un viaggio da fare fermate almeno per un istante il mouse e guardate questa vecchia
Antica Mappa Strappata

clicca sull'immagine

Se siete alla ricerca di un tesoro davvero unico ed avete voglia di scoprire i percorsi per raggiungere la vera ricchezza dovete cercare dentro
all'Antica Mappa Strappata. 

mercoledì 31 luglio 2013

Alvo diarroico. Come comportarsi?

Cominciamo con il dire che non si tratta di un argomento semplice e che in parte la percezione dell'alvo diarroico è soggettiva.
Forse la definizione che più si avvicina può essere quella di una eccessiva liquidità delle feci, che può essere accompagnata da un cambiamento nella frequenza o nel volume della defecazione il che ovviamente cambia da soggetto a soggetto (pur restando in un range di normalità)
Normalmente si definisce in fase acuta se la durata dell'alvo diarroico o della diarrea è inferiore alle due settimane e cronica se ha durata superiore alle quattro settimane.
L'alvo diarroico spesso si associa ad altri sintomi come ad esempio il dolore.
Può avere diverse cause e non sempre è facile giungere a trovare il bandolo della matassa.
Importante valutare cambi dell'alimentazione, viaggi in posti a rischio, terapie, uso di lassativi.
Attenzione particolare agli agenti infettivi ed attenzione nei soggetti anziani ai fecalomi.

La diarrea cronica può avere moltissime cause; può essere dovuta alla presenza di sindrome del colon irritabile ma può essere dovuta anche al morbo celiaco o alla presenza di malattie infiammatorie intestinali (malattia di Crohn, rettocolite ulcerosa). A queste possiamo aggiungere radiazioni, insufficienza pancreatica, deficit di lattasi, sindrome dell'intestino corto, malattia di Whipple, sindrome da carcinoide, sindrome di Zollinger-Ellison, tumori ed in ultimo ma non ultimo per importanza l'abuso di lassativi.

Per quanto riguarda la terapia dell'alvo diarroico, premesso che è sempre fondamentale prendere la cornetta e sentire il parere del proprio medico curante e dello specialista di fiducia, possiamo comunque suggerire alcuni presidi di prima necessità come impedire alterazioni dell'equilibrio idro-elettrolitico con il giusto apporto di acqua e sali.  Come primo soccorso si dovrebbe dunque sempre ricorrere dapprima alla somministrazione di antidiarroici poi alla giusta reintegrazione dei liquidi di  sali e senz'altro di zuccheri.
Un buon suggerimento è quello di ricorrere ai brodi (animali o vegetali) ed alle tisane.
Non dimenticate di avvisare il vostro Medico e se è il caso sentito il parere dello Specialista di fiducia potrete ricorrere al ricovero per accertamenti e terapie più specifiche.
Non dimenticate che i soggetti più deboli sono i più sensibili alle variazioni provocate da un alvo diarroico.


visita anche:
il blog vicino alle esigenze ed alle problematiche dei tuoi nonni




Dottore, posso calcolare il colesterolo LDL (in modo diciamo virtuale)?

Molti conoscono i danni causati dall'ipercolesterolemia. pochi però approfondiscono e valutano se il loro colesterolo detto cattivo è davvero alto.
il modo per conoscere il valore del colesterolo LDL è davvero facile; se avete appena fatto le vostre analisi di routine basta prendere la calcolatrice e...:

Per calcolare il colesterolo LDL e valutare il proprio rischio si può ricorrere alla formula qui di seguito descritta:(formula detta di Friedewald)


LDL= col tot - (HDL + trigliceridi/5)

La formula non è applicabile o meglio non è attendibile  se i trigliceridi sono maggiori di 400 mg/dL
LDL è normalmente definito colesterolo cattivo ma per conoscere meglio il tipo di colesterolo cattivo oggi sono disponibili dosaggi ancora più specifici: ApoA ed Apo B.
Per saperne di più se avete un colesterolo LDL alto, consultate il vostro medico di fiducia.


sabato 29 giugno 2013

Cambiare alimentazione con l'età che avanza?

Esistono delle indicazioni specifiche per quanto riguarda la buona alimentazione nelle età più avanzate della vita?
E' questa la domanda che oggi ci poniamo.
In effetti esistono degli schemi che sono stati concepiti per ricordare agli anziani i bisogni di un organismo che invecchia, con tutte le sue particolarità.

E' interessante notare subito che emerge chiaramente che quello che davvero varia in cima alla piramide specifica degli anziani è che si trovano ora alcuni micronutrienti come calcio, vitamina D e vitamina B12. In effetti questi sono elementi fondamentali per la salute delle ossa nonchè la preservazione delle funzioni cognitive.
Se davvero si vuole però fare una distinzione ed un discorso organico si può dire che la differenza tra la dieta dell'anziano e quella dell'adulto sano è fondamentalmente di tipo quantitativo e che se è vero che si assiste ad un minor fabbisogno energetico non bisogna però sconvolgere il fabbisogno degli elementi e dei costituenti da introdurre.

Ricordiamoci a questo punto che gli alimenti ricchi di fibre e quelli che contengono farine integrali, a partire dal pane, favoriscono la motilità intestinale e prevengono vari disturbi e che nell'anziano la stipsi non è un problema da sottovalutare, specie quando è associato a condizioni di scarsa mobilità e scarso introito idrico.
Dunque è evidente che gli anziani debbano continuare a svolgere attività fisica in modo regolare per combattere l’obesità e le altre patologie specifiche dell'età che avanza. In quest'ottica e' consigliabile eseguire esercizi di moderata intensità come il giardinaggio, le passeggiate, e magari perchè no: il ballo, utile anche per la socializzazione.
Massima importanza, come sempre quando si parla di anziani, è tenere a mente il discorso della giusta  idratazione ricordando che il senso della sete si attenua via via che si va in là con gli anni, mentre la richiesta di liquidi da parte del corpo è la stessa e anzi, in circostanze particolari come la stagione estiva, aumenta e va aumentato anche con l'aiuto e lo stimolo dei familiari o della badante.
Un trucchetto per aumentare l'introito idrico e non solo è quello di modificare in base alla stagione l'assunzione degli alimentii preferendo ovviamente in estate frutta e verdura, minestre e succhi.

Adesso facciamo dunque il punto: che cosa mangiare?

Tante ......(tratto da blogeriatria -> continua al link)



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lunedì 13 maggio 2013

Troponina: alcune volte i valori sono elevati, ma l'innalzamento può essere associato ad altre problematiche....

Riprendiamo e volentieri postiamo questo interessante post dello Studio Medico

Ci sono infatti alcune situazioni in cui i valori della Troponina si trovano elevati ma che non sono un indicatore preciso di Danno Ischemico Cardiaco nel senso comune del termine come si può pensare in maniera semplificata. Ovviamente ad una lettura più attenta si potrebbero trovare molte motivazioni per far capire meglio il perchè, ma ora ci limitiamo a riportare questo post e vi auguriamo buona lettura al link sottostante



Troponina: alcune volte i valori sono elevati ma l'innalzamento può essere associato ad altre problematiche

domenica 5 maggio 2013

Capita a volte che si sottovalutino i problemi legati alla tiroide.

Molto spesso nelle persone anziane i caratteristici segni e sintomi di molte malattie sono frequentemente assenti e le patologie, come abbiamo già più volte ripetuto in questo blog dedicato alla terza età dei/nei nostri tempi, si presentano in maniera atipica. Cosi le cadute, l'incontinenza, le vertigini, la confusione mentale, la demenza, la perdita di peso e lo scadimento delle condizioni generali possono in alcuni casi avere delle componenti che se corrette possono se non risolvere almeno ridurre l'insorgenza e l'aggravarsi di alcune problematiche. Fra le malattie che più frequentemente sono difficili da diagnosticare nell'età avanzata ci sono sicuramente le problematiche legate alla tiroide; non tanto perchè oggi non sappiamo che la tiroide nell'anziano può essere fonte di molti problemi o perchè non sia tenuta in debita considerazione, ma perchè a volte si maschera bene dietro altre sintomatologie e per questo spesso non sembra il problema principale.

Le patologie della tiroide dicevamo dunque che possono essere annoverate fra i disturbi endocrini in generale più comuni, e la loro incidenza tende ad aumentare con l’età. Il quindici per cento circa delle donne in età geriatrica presenta una tiroidite autoimmune che molto spesso determina lo sviluppo di ipotiroidismo.
Non è infrequente riscontrare la presenza di noduli, soprattutto nelle aree a carenza iodica, che possono condizionare lo sviluppo di ipertiroidismo.

Il test diagnostico, oggi praticamente routinario anche in virtù dell'esperienza maturata negli anni, che prevede il dosaggio del TSH è l’esame a nostra disposizione più utile. Insieme con il dosaggio delle frazioni libere ed eventualmente degli anticorpi ci consente di inquadrare correttamente eventuali problematiche che successivamente se è il caso potranno essere approfondite insieme con lo specialista endocrinologo e adeguatamente corrette tenendo conto delle interazioni e dei dosaggi adeguati nelle persone anziane.
Ecco perchè è sempre importante sentire il parere dello Specialista Geriatra e così poter eseguire una valutazione multidimensionale che tenga in debito conto tutti gli aspetti e si possa infine arrivare ad una sintesi che sia in equilibrio e tesa al benessere complessivo della persona.
 
 
tratto da